Tra maggio e giugno, 8 nuove volontarie e 1 volontario hanno iniziato un nuovo anno di Servizio Civile Universale con L’Africa Chiama.
I primi di Agosto, dopo una lunga formazione in Italia, 6 di loro sono partite alla volta di Kenya, Tanzania e Zambia per entrare nel vivo dei progetti ed affiancare a tutti gli effetti il nostro staff locale.
Tra le tante mansioni che gli operatori volontari in Servizio Civile svolgono, c’è anche quella fondamentale della testimonianza, ovvero raccontare attraverso i loro occhi e il loro stesso operato l’esperienza dell’associazione in loco, le attività e i progetti portati avanti, le storie dei beneficiari incontrati, gli eventi e i momenti salienti di cui si troveranno ad essere testimoni durante il loro anno di servizio.
Prima della partenza per le ragazze dell’estero e a fine formazione specifica per le ragazze che stanno svolgendo il servizio in Italia, abbiamo chiesto loro di presentarsi attraverso un breve articolo, così che anche chi le seguirà durante l’anno attraverso articoli, newsletter e social, possa conoscerle meglio.
Qui vi presentiamo Federica che iniseme ad Anastasia è arrivata in Tanzania proprio ieri, 5 agosto, per passare i prossimi 11 mesi in servizio presso il centro de L’Africa Chiama ad Iringa. Anche le ha consegnato il suo articolo qualche giorno prima della partenza e si è presentata così…
Mi presento, sono Federica, ho 27 anni, sono originaria di Crema ed attualmente vivo a Milano.
Mi sono diplomata nel 2021 in Osteopatia e ad oggi sto continuando la mia formazione, specializzandomi sulla salute della donna e lo sviluppo infantile. Da giugno sono volontaria dell’Africa Chiama e a breve partirò per la Tanzania, ad Iringa, per partecipare al progetto “Caschi Bianchi per l’inclusione delle persone con disabilità in Tanzania”. Sono ancora incredula di avere l’opportunità di esplorare realtà diverse e di mettermi in gioco.
La scelta di applicare per il Servizio Civile Universale è sorta da un’esigenza che mi accompagna da sempre.
Sin da piccola ho partecipato a numerose attività di volontariato che hanno influenzato profondamente le mie scelte di vita, portandomi a intraprendere un percorso di cura come l’osteopatia.
Nel 2022, terminati gli studi, ho deciso di raggiungere una collega in Tanzania, a Pomerini. Questo viaggio mi ha profondamente segnata. Sono rimasta da una parte affascinata dalla bellezza di questo paese, e dall’altra ho avuto la possibilità di vedere da vicino le difficoltà che vi erano e di scoprire i miei limiti. Così, una volta rientrata in Italia e motivata da ciò che avevo vissuto, ho deciso di arricchire i miei studi specializzandomi nel trattamento delle disabilità, con la speranza di poter tornare.
Ho avuto il primo contatto con L’Africa Chiama grazie all’incontro di due volontarie che collaboravano con l’associazione. Dai loro racconti, ho subito apprezzato l’entusiasmo che esprimevano per il progetto e per l’associazione che rappresentavano, lasciando un segno nei miei ricordi.
Presa quindi la decisione di fare domanda per il Servizio Civile, nella ricerca di un progetto e di un ente con cui trascorrere questo anno, mi sono concentrata su iniziative che lavorano a stretto contatto con le disabilità, ritrovando così l’Africa Chiama. Non ho avuto dubbi.
L’associazione incarna i valori di solidarietà, inclusione e rispetto per la dignità umana che condivido profondamente. Ciò che mi rende entusiasta nel fare parte di questo progetto è l’impegno nella riabilitazione su base comunitaria, un approccio inclusivo che permette la partecipazione attiva delle comunità locali. Inoltre, l’approccio alla malnutrizione infantile e l’aspetto educativo offrono una visione olistica alla salute, che è strettamente legata al mio percorso professionale.
L’idea che tra una settimana sarò di nuovo ad Iringa mi commuove ed emoziona. Sicuramente sarà intensa come esperienza, caratterizzata da picchi di gioia e sconforto, ma lo vivrò volta per volta.
Mi sento fortunata nel poter trascorrere del tempo in Tanzania. Era un mio sogno e come tale ora ho la possibilità di viverlo. Questa necessità trova radici in me bambina, nei racconti di mio nonno, che mi ha sempre riportato intense esperienze in luoghi africani che ai miei occhi risultavano magici e remoti.
Ora sto per partire anche io. Parto davvero!
Articolo di Federica Brazzoli, Operatrice Volontaria in Sevizio Civile Universale in Tanzania