I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. I cookie presenti in questo sito sono esclusivamente di tipo tecnico e non profilano in alcun modo il comportamento dell’utente. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Informativa Cookie.

L'AFRICA CHIAMA ONLUS ONG - Via Giustizia , 6/D - 61032 Fano (PU)

Tel. e fax 0721.865159

TI RACCONTO UNA STORIA

Il racconti di Agnese volontaria in servizio civile ad Iringa in Tanzania

 
 
 

Ti racconto una storia.
E' pomeriggio tardo, sera ormai. Siamo stanchi ma decidiamo di passare a trovare Imma perche' e' diversi giorni che non viene al centro. Imma e' una bimba disabile e gravemente malnutrita di tre anni ma che dimostra pochi mesi. Un saluto veloce, ci diciamo, perche' abbiamo il pulmino pieno di bimbi da riaccompagnare a casa e c'e' aria di pioggia che scuote bruscamente le pannocchie e le frasche degli alberi vicini. Abbiamo con noi un sacco di farina come pensiero, come gesto per dire mamma Imma forza, noi ci siamo.

Mamma Imma non c'e' pero', mi hanno spiegato che e' periodo di semine questo e lei deve lavorare nei campi. Diciamo "odi" piu' volte ma non risponde nessuno. Decidiamo di entrare.Troviamo Imma, sola, con gli occhi chiusi forse per il caldo, forse perche' stanca di piangere tanto i vicini fanno finta di non sentirla, forse per la fame. E' appoggiata su di un pezzo di gomma piuma che funge da materasso.

L'unico presente in casa.
La capanna e' aperta, maleodorante, sporca: una stalla. Pentole sporche e panni ammucchiati ovunque. Le  pareti nere di fuliggine, una tenda strappata separa le due piccole stanze in cui abitano mamma Imma, la piccola e suoi cinque fratelli. Il tetto e' in parte forato, c'e' una sola finestra e piccola con l'anta accostata.
Non faccio in tempo con le operatrici ad aprire la finestra per fare un po' di luce e sistemarla su di un kitende pulito che senza nemmeno esserne completamente cosciente scoppio in lacrime. E piango e piango.

Si, piango. Mi domando quanto assurda ed ingiusta la vita. Mi tornano in mente le parole di Primo Levi con la sua poesia "Se questo e' un uomo" e mi rispondo di no. La sua dignita' e' stata stracciata da un padre che se ne frega, che ha deciso di abbandonarli e di fecondare altre donne.

Mamma imma e' una colonna ma e' stanca ormai.
Provo vergogna di essere un uomo e del lusso in cui vivo.

Agnese volontaria in servizio civile internazionale Tanzania

Hai mai pensato di fare volontariato in Africai?
Se sei curioso contattaci, le prossime date del corso 13-15 aprile 2018.
 

Guarda i nostri video


TI RACCONTO UNA STORIA TI RACCONTO UNA STORIA TI RACCONTO UNA STORIA

TI RACCONTO UNA STORIA TI RACCONTO UNA STORIA TI RACCONTO UNA STORIA

Seguici su Facebook

Newsletter

Iscriviti alla newsletter per essere sempre aggiornato sulle nostre iniziative eprogetti.