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L'AFRICA CHIAMA ONLUS ONG - Via Giustizia , 6/D - 61032 Fano (PU)

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Cartina Zambia

Nome ufficiale:

Republic of Zambia

Ordinamento politico:

Repubblica

Governo attuale:

Michael Sata, presidente eletto dal 2011

Capitale:

Lusaka

Superficie:

752.610 Kmq

Popolazione:

10.800.000 abitanti

Densità:

14,2 ab./Kmq

Crescita demografica annua:

1,54%

Lingua:

Inglese (ufficiale), bemba, nyanja, tonga, lozi, kilunda, luvale

Religione:

Cristiana, animista

Popolazione urbana:

35,4 %

Alfabetizzazione:

79,9 % (86,3 % maschi; 73,8 % femmine)

Mortalità infantile:

10,2 %

Aspettativa di vita:

37 anni

Tasso HIV/AIDS:

16,5 %

Indice sviluppo umano:

0.389 – 164esimo su 177 stati

Moneta:

Kwacha zambiano

PIL:

4.300 milioni USD

Ripartizione PIL:

Agricoltura 19,3 %; Industria 29,6 %; Terziario 51,1 %

Crescita economica (2004):

4,6 %

Reddito nazionale lordo per ab.:

380 USD/ab.

Pop. sotto soglia povertà:

86 % (1993)

Inflazione:

21,4 %

Esportazioni:

1.029 milioni USD

Importazioni:

1.267 milioni USD

Principali risorse economiche:

Rame, cobalto, pietre preziose, turismo

Spese militari:

106,8 milioni USD (2,48 % del PIL)

GEOGRAFIA

Situato nel cuore dell’Africa meridionale lo Zambia, senza sbocco sul mare, confina con l'Angola a ovest, con la Repubblica Democratica del Congo a ovest e a nord, con la Tanzania a nord-est, con il Malawi a est e con Mozambico, Zimbabwe, Botswana e Namibia a sud. Lo Zambia si trova su un altopiano ondulato che digrada verso sud, dove l’umida savana boscosa lascia il posto alla foresta tropicale e a un clima più asciutto. Il principale fiume del paese è lo Zambesi e lo Zambia, che segna anche il confine con Zimbabwe, Botswana e Namibia. Il clima è tropicale, ma temperato dall’altitudine specialmente nella parte settentrionale del paese; la stagione delle piogge è concentrata tra ottobre e marzo.

STORIA

Divenuto indipendente dal dominio coloniale inglese il 24 ottobre del 1964 lo Zambia (ex-Rhodesia del Nord) è stato governato per 27 anni dal presidente Kenneth Kaunda, leader dell’Unip (United National Independence Party) che fino al 1991 è stato l’unico partito politico legale del paese. Kaunda ha governato per 27 anni con pugno di ferro e con una sorta di commistione tra marxismo e valori tradizionali africani definito dal presidente stesso “umanesimo”. L’isolamento internazionale e la pessima situazione economica hanno costretto Kaunda, in séguito a pesanti proteste, a emendare la costituzione consentendo il multipartitismo. I risultati si sono subito fatti vedere, visto che nel 1991 il candidato del MMD (Movement for Multiparty Democracy) Frederick Chiluba è stato eletto presidente a larga maggioranza.

Dopo aver “graziato” Kaunda e aver consentito che si ritirasse in un momentaneo oblio politico, Chiluba si è impegnato in una politica di appoggio alle grandi istituzioni finanziarie internazionali, chiudendo le imprese minerarie statali ormai alla bancarotta e attuando una serie di riforme strutturali che hanno provocato un pesante rialzo dei prezzi. Il crescente scontento nei confronti dell’amministrazione ha portato a un tentato golpe militare nell’ottobre 1997, durante il secondo mandato di Chiluba, che ha avuto il solo effetto di far dichiarare lo stato d’emergenza e ha portato a decine di arresti, tra qui quello di Kaunda.

Impossibilitato a modificare per la seconda volta la Costituzione, Chiluba ha dovuto cedere il passo al proprio delfino Levy Mwanawasa, eletto alla presidenza nel dicembre del 2001. Appena sei mesi dopo essersi insediato Mwanawasa ha accusato il suo ex-mentore Chiluba di appropriazione indebita e corruzione, dando il via a un procedimento legale che, cominciato a dicembre del 2003, non si è ancora concluso. Mentre all’estero è presentata come una imponente campagna anti-corruzione, quella lanciata dall’attuale presidente sembra essere più un tentativo di eliminare i fedelissimi del vecchio establishment dalla politica zambiana. Una politica di cui ha già fatto le spese l’ex-capo dei servizi segreti Xavier Chungu, fuggito all’estero nel 2004.

POLITICA

Nonostante la presenza di un consistente numero di partiti, sono in realtà pochi quelli in grado di presentare programmi alternativi e di distinguersi dal MMD di Mwanawasa. Le principali incognite politiche attuali riguardano la modifica della Costituzione, che probabilmente si trascinerà oltre le elezioni presidenziali del 2006, e la lotta per le prossime presidenziali.

Al momento non sembrano esserci grossi ostacoli a una rielezione di Mwanawasa, per la verità più per demeriti degli avversari che per la qualità dell’attuale classe dirigente. L’unico in grado di poter giocare un ruolo da protagonista sembra essere Dan Pule del PUDD (Party for Democracy and Development), ma la lotta tra quest’ultimo e il PF (Patriotic Front) di Michael Sata probabilmente favorirà un’altra vittoria del MMD.

Paradossalmente, uno dei maggiori grattacapi per il futuro di Mwanawasa sembra essere proprio la campagna anti-corruzione, che si trascina ormai da 2 anni senza ottenere apprezzabili risultati, tanto che la maggioranza dell’opinione pubblica teme che i fondi impiegati per il processo a Chiluba superino quelli recuperati dai conti esteri della vecchia classe politica.

SOCIETA'

Nonostante un buon tasso di alfabetizzazione (quasi l’80%) lo Zambia è uno degli ultimi paesi nell’Indice di Sviluppo Umano, appena 164esimo su 177 stati. Ciò è dovuto, oltre che ai problemi economici, ad un alto tasso di mortalità infantile (il 10% dei bambini muore prima di aver raggiunto i 5 anni) e ai problemi legati alla diffusione dell’Aids. Il 16% della popolazione adulta risulta contagiato nonostante l’avvio di un programma per la diffusione di anti-retrovirali varato nel 2003. Le donne sembrano essere le più colpite dal virus, tanto che nelle zone urbane una donna su due ne risulta contagiata.

ECONOMIA

Divenuto negli anni 60 il terzo esportatore di rame al mondo dopo Usa e Urss, lo Zambia continua a essere dipendente in maniera preoccupante dalle sue miniere. Nonostante la privatizzazione di molte delle industrie collegate al settore abbia permesso allo stato di sgravarsi delle pesanti perdite causate dalla cattiva amministrazione di queste ultime, il paese continua a essere uno dei più poveri del mondo, con un tasso di disoccupazione superiore al 20% e almeno il 70% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà (anche se gli ultimi dati ufficiali parlano dell’86%, record mondiale).

Le abbondanti piogge dell’ultimo anno hanno permesso allo Zambia di essere l’unico paese dell’Africa meridionale ad aver raggiunto un surplus alimentare nel 2004 e il rialzo del prezzo dei minerali ha favorito una ripresa dell’industria estrattiva, ma anche così il paese rimane pesantemente dipendente dagli aiuti internazionali. Dopo aver ottenuto una cancellazione di 3,8 miliardi di dollari (su 6,5) di debito estero lo Zambia si trova con denaro fresco da poter destinare alla crescita economica e in particolare alla diversificazione delle attività economiche, ma la carente amministrazione e la corruzione dilagante impediscono qualsiasi riforma seria in campo economico e politico.

MASS MEDIA

In questo quadro desolante, i mezzi di informazione in Zambia continuano a conservare una relativa indipendenza. I principali problemi del paese sono largamente dibattuti e non mancano le critiche, anche feroci, alla classe dirigente. Iniziative come il World Press Day sono molto sentite nella capitale Lusaka e dimostrano come l’informazione nel paese continui a rivestire un ruolo importante, anche se dopo il fallito colpo di stato ai danni di Chiluba nel 1997 il governo ha deciso di dare un giro di vite alla libertà di espressione dei mass media. Ciononostante, il quadro generale dell’informazione nel paese rimane uno dei migliori del continente.

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