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UN CONVEGNO SULLA DISABILITA’ A SOWETO IN KENYA

L’Africa Chiama e Amici del Mondo per la Riabilitazione su Base Comunitaria

Nell’ambito della Riabilitazione su Base Comunitaria del nostro progetto sulle disabilità avviato da

 
 
 
 

L’Africa Chiama sei anni fa nella baraccopoli di Soweto In Kenya, lo scorso 26 maggio si è tenuto il primo incontro di formazione dedicato alle mamme dei bambini disabili.


L’incontro di formazione – effettuato grazie alla fondamentale collaborazione tecnica con World Friends-Amici del Mondo – aveva due temi centrali. Uno – quello pratico – consisteva in una panoramica dei servizi (governativi e non) offerti e dei conseguenti soggetti istituzionali ai quali rivolgersi. L’altro – quello teorico – consisteva nell’esporre e chiarificare cause e gestione di disabilità derivanti da meningite, rachitismo e paralisi cerebrale.


Questo incontro è stato un ulteriore importantissimo passo per ‘L’Africa Chiama’ nell’obiettivo di rimuovere le cause e lo stigma riguardante le disabilità.
Numerosi i soggetti coinvolti durante la giornata di training, senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così sensibili da diverse prospettive: Hellen e Geoffrey, rispettivamente coordinatrice dei servizi di terapia e fisioterapista occupazionale al Neema Hospital; Chacha, fisioterapista occupazionale al Pumwani Hospital; Mercy, coordinatrice del progetto sulla Riabilitazione su Base Comunitaria pe World Friends-Amici del Mondo; Mueni, portavoce dell’Associazione delle Persone con Disabilità in Kenya; Angelo, Pauline e Stella, rispettivamente rappresentante paese, coordinatrice del progetto sulle disabilità e fisioterapista per Call Africa Kenya.

L’incontro, iniziato al mattino, è andato avanti fino al tardo pomeriggio ed ha visto la partecipazione di oltre cinquanta genitori (nel 96% dei casi, le mamme) di bambini disabili, instancabili nell’ascolto, nella partecipazione e nella volontà di garantire un futuro migliore per i propri figli e figlie.
Dopo le dovute presentazioni, alle mamme (permettete la semplificazione) è stato ricordato che sono i loro quotidiani atti di perseveranza e pazienza il vero motore trainante del cambiamento e che non devono limitarsi ad interiorizzare le sfide che ogni giorno devono affrontare, ma che – al contrario – devono renderle esplicite e pubbliche trasformandole così nella fonte della loro forza. L’incontro di formazione poi, ha preso subito i connotati di un forum aperto con le mamme appassionate nell’esprimere dubbi, perplessità e chiarimenti ed i facilitatori impegnati nel rispondere adeguatamente e sotto diversi punti di vista agli interventi.

Anche dalla forma dunque, l’incontro di formazione ha messo al centro dell’attenzione il bambino e le sue necessità, non come persona malata da proteggere, ma – attraverso l’inclusione del soggetto e della sua famiglia all’interno della comunità – come soggetto che può e deve avere l’opportunità di contribuire positivamente al benessere generale della società.
Non possiamo pensare, infatti, di migliorare concretamente la qualità della vita della persona con disabilità, senza la partecipazione attiva di numerosi attori, senza un approccio multisettoriale il cui obiettivo ultimo sia garantire le stesse identiche possibilità di realizzazione individuale e collettiva ad ogni bambino, indipendentemente dalla presenza o meno di disabilità.

Per questo motivo fondamentale, dopo una lunga attesa ed una pianificazione paziente e minuziosa, “L’Africa Chiama” è riuscita nell’intento di tenere nel suo Centro Sociale nella baraccopoli di Soweto, periferia di Nairobi in Kenya, l’incontro sul tema “Paralisi Cerebrale, Rachitismo e Meningite: Cause e Gestione”, durante il quale i facilitatori invitati e i fisioterapisti Geoffrey, Stella e Chacha hanno saputo intercettare ed intepretare le domande e le preoccupazioni delle mamme che hanno avuto la preziosa occasione di esporre dubbi e paure e di raccontare tante storie quotidiane di abnegazione, lotta e coraggio.

Angelo Carlo Valsesia, cooperante de L’Africa Chiama in Kenya

 

Partecipa anche tu al progetto che si prende cura ogni giorno di 50 bambini e ragazzi disabili nella baraccopoli di Soweto. 

Il tuo aiuto, piccolo o grande, può fare la differenza! Grazie.


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