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L'AFRICA CHIAMA ONLUS ONG - Via Giustizia , 6/D - 61032 Fano (PU)

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Africando Ringraziamenti

 

AFRIKANDO: GRAZIE A DANIELE GROFF E A TUTTI I VOLONTARI DELLA SEDE OPERATIVA LAZIO

 

Sabato 7 Giugno si è tenuto a Colleferro Afrikando, il primo importante evento organizzato dalla sede operativa Lazio.

 

Le foto e le parole dell'evento che ha sostenuto la Campagna Stop all'AIDS

 

 

 

Tiziano Terzani scriveva: “Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo.” Terzani è stato un grande giornalista, sicuramente uno scrittore più ispirato di me, ma è stato soprattutto un uomo che ha amato l’altro, che ha cercato nel mondo la propria verità, che non ha mai camminato in superficie e che ha difeso le proprie idee con un coraggio che le nostre generazioni stanno perdendo.

 

Il mio compito, il nostro dell’Africa Chiama, vuole essere molto più modesto ma ugualmente pieno di significato, di passione, di amore per la vita e di indignazione contro le ingiustizie che dividono quest’universo. Terzani ha avuto il dono della scrittura e con le parole ha denunciato violenze taciute per comodità politiche, realtà disumane che se non fossero state raccontate sarebbero rimaste invisibili, perché storia non è ciò che succede ma ciò di cui si scrive. Terzani ha viaggiato il mondo per ascoltarlo, per viverlo, per godere delle diversità, per dimostrare agli altri e a sé stesso che l’ “altro” non è un pericolo dal quale allontanarsi ma una ricchezza e una vita di uguale dignità. La terra africana non è stata la meta del suo viaggio che ha invece calpestato terreni asiatici, perché si sa l’amore per un continente è innato e incomprensibile. Ma Africa, Asia, Latino America poco importa..l’emarginato è emarginato ovunque lo decidano i potenti.

 

La possibilità di vedere l’universo come un tutt’uno è proprio una delle sfide che abbiamo messo in campo sabato. La possibilità data a noi e agli altri di sentirci per qualche ora parte di un unico mondo in uno spirito di collettività che ormai ci sfugge, la possibilità di allungare lo sguardo oltre il proprio naso non solo per assumere la responsabilità di quanto succede altrove ma anche per riordinare le priorità della propria di vita, sempre presa da problemi che la maggior parte delle volte non esistono, sempre più scontata nella sua assolutezza. La possibilità di sentirci figli di una stessa madre terra, di uno stesso diritto, della stessa libertà.

 

Afrikando è nata senza la pretesa di gridare troppo in alto, è nata con la semplicità di un’idea cresciuta lentamente, è nata con la voglia di risvegliare un paese intorpidito. Afrikando ha messo in gioco l’arte come forma di unione contro l’indifferenza. La musica ha raccolto la folle sfida di contrarre le distanze, di superare i limiti, di liberare la mente. Le note sono diventate linee, disegni, colori su tele bianche. Afrikando è stata una festa di luci, di suoni, di voci, di risate ma una di quelle feste dalle quali vai via con una riflessione in più. Grazie ! Grazie a chi ha avuto fiducia, grazie a chi ha dedicato parte del suo tempo, grazie alle gambe, alle mani, ai muscoli che hanno lavorato, grazie a chi crede che la vita sia un diritto da difendere ad ogni latitudine, grazie anche agli atti di indifferenza perché ci offrono la giusta ostinazione per continuare, grazie a chi ha messo in campo la sua arte, grazie a chi ha rinunciato alla solita pizza per essere tra noi, grazie a chi ha dimostrato che i valori umani valgono molto di più del profitto, grazie Daniele perché l’umiltà è grandezza d’animo, grazie all’energia, ai cuori caldi, alle rughe corrucciate mentre volti scuri vi guardavano dallo schermo con i loro sorrisi colmi di speranza nonostante le difficoltà insormontabili che ogni giorno li aspettano, grazie perché nell’aria si respirava profumo di mondo nuovo, grazie perché vite umane ce l’hanno fatta “grazie” a voi, grazie perché ci avete ascoltato…perché avete ascoltato loro, avete ascoltato il bisogno taciuto di un continente che vuole, che deve, riprendere possesso della propria libertà.

 

Un abbraccio, Giorgia.

Giorgia Prati - Referente Sede Operativa Lazio

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