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NON E' INDOLORE VIVERE IN UNO SLUM

TESTIMONIANZA DI ASSUNTA VOLONTARIA A SOWETO (KENYA) - Assunta ed Angelo con i bambini dell'asilo Karibuni

ll mio pensiero vola su queste pagine bianche dove la penna scivola, ferma ricordi ed emozioni che hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore. A distanza di un mese dal mio rientro in Italia, provo a raccontare un po’ la mia indimenticabile esperienza in Kenya nella città di Soweto. Dopo un lungo viaggio io e Ettore, il mio compagno di viaggio, arriviamo a Nairobi dove ci aspetta Angelo, il responsabile dei progetti dell’associazione. Il centro si trova vicino alla baraccopoli di Soweto: trovarsi in baraccopoli e’ davvero sconvolgente, solo quando sei li riesci a capire cosa significa vivere in uno slum.

Gran parte della mia giornata la trascorrevo nell’asilo Karibuni Watoto con questi meravigliosi bambini e con le insegnanti Beatrix, Stella, Margaret e Susan che con tanto amore si dedicano ad essi. Abbiam cantato, ballato e abbiamo riso tanto con il mio swahili “arrangiato”. Non ho fatto niente di speciale ma ho sempre sorriso a tutti i bambini del posto accarezzandoli e riempendoli di coccole e baci e stringendoli forte forte a me. Durante la mia esperienza ho trascorso molto tempo anche presso il centro di fisioterapia, dove Stella, una fisioterapista locale, è impegnata per 3 giorni a settimana: è davvero bello vedere con quanto amore si dedica ai tanti bambini disabili che accedono al centro.

Sono rimasta profondamente colpita inoltre dalle mamme che vengono al centro Shalom a portare i loro bimbi disabili, a volte percorrono tanti km a piedi portandoli sulle loro spalle, avvolti da un grande lenzuolo con grande forza e grande dignità! Al centro ho conosciuto anche gli Special Children, ragazzi che provengono da particolari situazioni familiari e che vivono per strada in condizioni di abbandono e di degrado. La maggior parte di essi hanno problemi legati alla droga, proprio a causa delle difficoltà che affrontano nella vita di strada. Non hanno da mangiare e la colla che inalano (la droga dei poveri) "semplicemente" li stordisce al punto da non fargli sentire la fame. E' un circolo vizioso, infernale. Come poter dimenticare tutto cio’ e riprendere la proprio vita? Quando sono partita ho ricevuto in regalo dai miei amici un libro guida sul Kenya, che hanno reso speciale con delle dediche fatta da ognuno di loro.

Una frase credo possa racchiudere l’insegnamento che ho tratto da questa esperienza, che resterà indelebile nel mio cuore e che conserverò gelosamente nei miei ricordi: “Tu non farai finta di non averli visti, ma dovrai invitare il tuo prossimo a rialzarli.” Verità assoluta. Non potrò far finta di niente e ritornare alla mia solita vita, vorrei che la mia esperienza possa servire per sensibilizzare tutti a non abbandonare questo popolo, a capire cosa significhi vivere in Africa e a impegnarsi a sostenerlo.
Assunta Sarro, volontaria a Soweto (Nairobi - Kenya) – Giugno 2015

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